L’altra sera, mentre ero spaparanzata sul divano a vedere la replica di X-Factor, ho sentito dei rumori molesti provenire dalla cucina: colpi, traballamenti e dei versi spaventosi. Subito ho pensato che fosse il gatto in preda ad uno dei suoi attacchi di Indianajonesite: dieci minuti pittoreschi in cui vive avventure immaginarie, combatte contro nemici immaginari, si sente un supereroe immaginario e corre per casa come una furia imbizzarrita andando a sbattere a destra e a manca.
Ma invece no, il tuligatto ronfava sul divano com’è sua abitudine per le restati 23 ore e 50 minuti del giorno.
Allora sono corsa in cucina e, dentro il frigorifero aperto, ho trovato lei:
che si era già scofanata tutte le verdure, i formaggi, i legumi, le patatine fritte surgelate, la maionese e perfino le supposte. Mi aveva lasciato soltanto:
- 2 uova
- 100 g di farina 00
- 40 g di zucchero di canna
- un cucchiaino di miele millefiori
- un cucchiaino di lievito per dolci
- un bicchiere con dentro un po’ d’acqua
- mezza tavoletta di cioccolato fondente
- una vaschetta di lamponi
- poco poco zucchero a velo
Ho capito subito che era calata sulla mia cucina la “maledizione dell’ospite ingorda”. A volte capita, se trascuri le tue scorte di cibo e lasci passare la data di scadenza senza mangiarlo o se permetti alle farfalline del cibo di proliferare nel sacchetto di quinoa aperto dal 2014 (chè l’hai provata una volta e l’intera famiglia l’ha bocciata all’unanimità, canide compresa, ma non hai mai avuto cuore di gettare il resto del sacchetto, preferendo lasciarlo imputridire nell’oblio). C’è un solo controincantesimo capace di far tornare l’ospite ingorda nella Terra di Gomma da cui è venuta: prepararle i dorayaki. Per fortuna che è facile!
Bisogna mescolare lo zucchero alle uova, aggiungere la farina amalgamando benissimo tutto, unire il miele ed infine il lievito sciolto nell’acqua e far riposare in frigorifero l’impasto per mezz’ora. Nel frattempo, se dovesse capitarvi una maledizione simile, cercate di intrattenere l’ospite con canti a squarciagola e balli scatenati. Passato il tempo di riposo, versate a singole cucchiaiate l’impasto in una pentola antiaderente ben calda e non appena la cucchiaiata si è rappresa (fa delle bollicine in superficie) giratela e cuocetela dall’altro lato. L’operazione di cottura richiede pochi minuti. Se siete brave, potete cucinare più cucchiaiate contemporaneamente.
Terminata quest’operazione, i dorayaki sono pronti, però bisogna farcirli! La farcitura originale è una salsa a base di fagioli azuki, ma l’ospite ingorda mi aveva mangiato tutti i legumi. Così ho deciso di impilare tre dorayaki uno sull’altro, intervallandoli da uno strato di cioccolato fondente sciolto a bagnomaria e dei lamponi sbriciolati e decorando l’ultimo strato con zucchero a velo ed un lampone.
L’ospite ingorda ha assaltato i dorayaki come se fossero l’antidoto contro il morso della Lumaca Assassina (il settimo animale più velenoso al mondo) e non appena ha ingollato l’ultimo boccone, si è dissolta in una nuvola di glitter rosa.
Giurin giurello, non comprerò mai più la quinoa, ma i dorayaki continuerò a farli perchè sono buonissimi!
PS: Con la foto qui sopra partecipo al concorso Tescoma #oltrelaricetta







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