La settimana scorsa vi ho parlato del restyling del tulilab e dei progetti che sto realizzando, un passo alla volta, per renderlo sempre più bello e funzionale (anzi, se volete essere aggiornate in tempo reale seguitemi su IG stories)
Però c’è un posto che non cambierà (e che non vi ho mai fatto vedere perché è spesso in condizioni impresentabili): il minimo stanzino, il lato sporco del tulilab. Quello dove taglio, levigo e lavoro il legno prima di dipingerlo.
Quello con la segatura dappertutto, per terra, per aria, negli angoli e su ogni superficie disponibile. Anche se lo pulisco spesso, basta una mattina dedicata al taglio che torna tale e quale a prima (ed io divento come lui):


Eppure, anche se (forse) non è bello da vedere, oggi ve lo voglio mostrare perché è un luogo fondamentale del mio lavoro. E’ il luogo in cui i miei disegni trovano la materia su cui nascere.
Ieri mio figlio più grande, che ha iniziato la prima media lunedì, aveva da studiare le prime pagine di storia. Più che altro si trattava di ripassare dei concetti noti, ma importanti, per avere un approccio critico e sensato alla materia, tra i quali: “Conoscere la storia di un oggetto, significa conoscerlo”.
Mannaggia la pupazza, e come fate voi a conoscere davvero i miei gioielli di legno, se non sapete TUTTA la loro storia? Perciò eccolo qua, il minimo stanzino del tulilab in tutto il suo polveroso splendore!








Io adoro questo lato del tulilab,perché è qui dove tutto nasce e si trasforma. P.S. hanno regalato anche a me la sega da traforo,non vedo l’ora di provarla!
Un abbraccio,Pamela
Aaaah Pamela, non potevano farti regalo più bello! Un abbraccio a te, Anna
… ma non ti serve proprio un tulifolletto!!!
ahaha! dici?